UE, incerti i benefici del transgenico
OGM & POLITICA
L’avversione dei consumatori italiani verso gli organismi geneticamente modificati emerge ancora una volta dai risultati dell’indagine statistica realizzata da Interactive market research per il mensile Espansion, presentata a Milano nell’ambito del salone Tuttofood.
Dal sondaggio – effettuato su un campione rappresentativo di 1.000 persone – risulta che il 74% degli italiani considera sicuri, probabili o comunque non da escludere i danni alla salute per chi mangia prodotti alimentari ogm mentre il 55,8% non assaggerebbe un piatto ogm o comunque sarebbe molto in dubbio se gli fosse proposto dal suo ristorante preferito.
E non sembra trattarsi di un pregiudizio a priori, visto che per l’88% degli intervistati è importante informarsi sui risultati raggiunti dalla ricerca scientifica mentre appena il 26% considera sufficiente lo spazio che i mezzi d’informazione dedicano a questi temi e il 51,8% ritiene che le regole europee sugli ogm siano troppo permissive.
La forte contrarietà espressa nel nostro Paese verso gli organismi geneticamente modificati dà valore alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un’agricoltura libera da ogm; una scelta che nasce dall’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani, tutti contrari alle biotecnologie nei campi e nel piatto.
Per l’Italia, ai crescenti dubbi sul piano sanitario e ambientale si aggiungono quelli determinati dalla necessità di tutela del Made in Italy a tavola. Gli ogm spingono verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico della tipicità , della distintività e dei nostri prodotti enogastronomici.
Peraltro, in Europa – anche negli 8 paesi su 27 dove la coltivazione è ammessa – nel 2010 sono calati del 3% i terreni seminati con organismi geneticamente modificati, a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, come dimostrano le elaborazioni Coldiretti sulla base del rapporto annuale 2010 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (Isaaa).
Una conferma che nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica per gli agricoltori, ma solo per le multinazionali che li producono (come ritiene anche il 64,8% degli italiani secondo l’indagine di Interactive market research) nonostante non esista un mercato, vista la persistente contrarietà dei consumatori ad acquistare prodotti geneticamente modificati.
La rivista Forbes ha recentemente ammesso il proprio errore nel nominare Monsanto compagnia dell’anno nel 2009. Hanno pubblicato un articolo affermando che si erano “sbagliati su Monsanto…veramente sbagliati”
La Monsanto sta pagando i coltivatori per utilizzare i diserbanti dei suoi concorrenti. Perchè? E’ un ultimo tentativo per affrontare la diffusione dei superinfestanti creata dalle colture OGM “Roundup Ready” (RR) della compagnia.
Gli scienziati ambientali avevano messo in guardia circa il problema della creazione di erbacce infestanti resistenti agli erbicidi ancora prima che le colture OGM Monsanto “resistenti agli erbicidi” venissero approvate. Naturalmente, la Monsanto ha negato questi preavvisi.
E, infatti, mentre la Monsanto stava dicendo agli agricoltori di non preoccuparsi delle erbe infestanti resistenti, essa stava già preparandosi per trarre profitto dai problemi delle erbacce degli agricoltori. Nel 2001 la Monsanto ottenne un brevetto sulla miscelazione di erbicidi con Roundup per l’uso su campi RR con erbacce resistenti.
Secondo Green Generation:
“Gli scienziati delle erbe infestanti ora dicono che i superinfestanti delle colture OGM infestano oltre 11 milioni di acri di terreno agricolo negli Stati Uniti — quasi cinque volte di più della superficie di tre anni fa — con un costo per gli agricoltori statunitensi di 1 miliardo di dollari l’anno…Ma i superinfestanti creano nuove opportunità per le aziende di pesticidi che fabbricano le colture OGM.
Data la storia della Monsanto, ci dobbiamo meravigliare che questi superinfestanti siano solo un problema imprevisto proveniente dagli OGM, oppure si stava da sempre creando il problema per pianificare il tutto?
La rivista Forbes ha recentemente ammesso il proprio errore nel nominare Monsanto compagnia dell’anno nel 2009. Hanno pubblicato un articolo affermando che si erano “sbagliati su Monsanto…veramente sbagliati” citando non solo i problemi con i superinfestanti resistenti ma anche le indagini sulle questioni antitrust e un potenziale flop di una nuova varietà di costose sementi di mais OGM.
Fonti:
L’Alto Adige ha messo al bando qualsiasi coltura geneticamente modificata ed è ufficialmente OGM-free.
La Giunta provinciale di Bolzano ha infatti approvato una legge che vieta l’uso di sementi OGM in Alto Adige, mettendo quindi del tutto al bando tutti gli OGM. La norma è stata portata avanti con tenacia dall’assessorato all’agricoltura nella figura di Hans Berger che ha dovuto anche scontrarsi contro la volontà dell’Unione Europea di non mettere al bando gli OGM.
Il presidente di AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) , Marco Ferrante si dichiara ovviamente molto soddisfatto della decisione AltoAtesina sugli OGM e rilancia con una proposta molto interessante:
Riuscirà Ferrante nel suo intento? noi seguiremo l’evolversi della proposta e vi terremo sempre aggiornati.
BRUXELLES. Il commissario Ue all’agricoltura, Dacian Ciolos, ha detto che “gli Stati Uniti stanno spingendo l’Ue affinchè adotti la stessa politica aperta nei confronti delle coltivazioni Ogm, nonostante la reticenza dei consumatori verso prodotti alimentari geneticamente modificati”. In un’intervista al quotidiano rumeno “Adeverul”, Ciolos, che precisa di parlare a titolo personale, dice di essere invece “a favore di un’agricoltura tradizionale che offra alimenti di qualità , regimi variati ed una biodiversità naturale”. “L’Europa ha sempre promosso un’agricoltura di qualità e a favore dei prodotti locali”. Secondo il Commissario Ue, queste caratteristiche “gli Ogm non possono soddisfarle”. In merito alla Politica agricola comune (Pac), Ciolos ritiene che “i contadini dovrebbero poter scegliere ciò’ che vogliono coltivare, inclusi gli Ogm, ma questo non deve condizionare chi vuole coltivare in modo tradizionale”.
Il responsabile degli Ogm in Europa è il Commissario Ue ai Consumatori John Dalli. Ad oggi solo due tipi di prodotti Ogm possono essere coltivati in Europa: la prima tipologia di mais (MON810) è stato autorizzato nel 1998 e la seconda, la cosiddetta “patata Amflora”, nel marzo 2010 ma solo per uso industriale. Dieci altri prodotti Ogm hanno già iniziato la procedura d’autorizzazione Ue. Gli stati membri possono solamente porre restrizioni circostanziate alla coltivazione Ogm all’interno dei propri confini, dal momento che le licenze Ue rilasciate sono valide in tutti i 27 Paesi membri. Alcuni Stati, come Austria, Ungheria, Francia, Germania, Grecia e Lussemburgo hanno già messo al bando il MON810, e Austria, Lussemburgo e Ungheria hanno già annunciato alla Commissione di voler proibire la patata Amflora.
di Alessio Pisanò
La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori: http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=32719: