Posts tagged "biocoltivazioni"

OGM: l’Alto Adige li mette definitivamente al bando

L’Alto Adige ha messo al bando qualsiasi coltura geneticamente modificata ed è ufficialmente OGM-free.

La Giunta provinciale di Bolzano ha infatti approvato una  legge che vieta l’uso di sementi OGM in Alto Adige, mettendo quindi del tutto al bando tutti gli OGM. La norma è stata portata avanti con tenacia dall’assessorato all’agricoltura nella figura di Hans Berger che ha dovuto anche scontrarsi contro la volontà  dell’Unione Europea di non mettere al bando gli OGM.

Il presidente di AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) , Marco Ferrante si dichiara ovviamente molto soddisfatto della decisione AltoAtesina sugli OGM  e rilancia con una proposta molto interessante:

  • lanciamo la proposta di creare un bio-distretto alpe-adriatico caratterizzato per l’esclusione degli OGM cui la Provincia Autonoma dell’Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia potrebbero aderire di diritto a seguito delle leggi antitransgeniche adottate“.

Riuscirà  Ferrante nel suo intento? noi seguiremo l’evolversi della proposta e vi terremo sempre aggiornati.


L’Europa non crede negli ogm. L’America si’.

di Alex Giuzio – Agrinotizie.com

L’ultimo rapporto dell’Isaaa evidenzia il calo degli ettari coltivati a ogm, tecnologia nella quale credono solo gli Usa e i paesi in via di sviluppo.

 

L’inizio della coltivazione degli ogm a scopi commerciali risale a quindici anni fa. In tutto questo tempo su tali prodotti si sono scatenate una miriade di polemiche (ultima, due giorni fa, quella sul latte di mucca da destinare ai neonati). Ma, a quanto pare, non ha avuto altrettanto successo la loro coltivazione: a dirlo è addirittura un’associazione pro-ogm, l’Isaaa (International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications), che ogni anno pubblica dei dossier sul biotech giudicati attendibili anche da chi è contrario a questa tecnologia.

L’ultimo rapporto dell’Isaaa, appunto, ha evidenziato come la superficie mondiale coltivata a ogm nel 2010 sia cresciuta del 10%: una percentuale che ha deluso le aspettative dei più ottimisti, e che comunque non riassume in maniera efficace l’andamento nei vari continenti del mondo. Se l’America, infatti, rimane il paese leader per la coltivazione degli organismi geneticamente modificati, grazie ai 66,8 milioni di ettari ai quali seguono i 25,4 milioni di un Brasile in straordinaria crescita (+19% in un anno), lo stesso non può dirsi per l’Europa, che dopo il calo del -12% registrato nel 2009 ha fatto segnare un -3% nel 2010.

Gli ettari coltivati a ogm in Europa sono solo 91 mila, quasi tutti a mais e quasi tutti in Spagna. In quest’ultimo paese, tuttavia, se la percentuale totale delle superfici coltivate si è abbassata, quella dei soli ogm è rimasta stabile: un dato che evidenzia come questo Stato creda più degli altri in questo tipo di coltivazioni, praticamente vietate nella maggior parte dell’Europa, il che spiega l’esiguo numero di ettari a loro destinati.

A credere molto di più negli ogm sono invece i paesi in via di sviluppo: dietro al già  citato Brasile, che grazie al suo grande aumento di ettari si è piazzato al secondo posto della classifica mondiale, sono infatti presenti paesi come Argentina, India e Cina. Le coltivazioni ogm di Sud America e Asia costituiscono la metà  del totale mondiale: una dimostrazione di quanto questa economia sia utile a tutti i paesi in via di sviluppo. E’ in particolare la soia ad essere il prodotto ogm più coltivato, con il suo 50% del totale delle superfici coltivate a ogm (70% in Brasile), seguita da mais (30%) e cotone (14%).

di Alex Giuzio – Agrinotizie.com


CON SLOW FILM SI PARLA DI OGM

Domani sera ultimo appuntamento con la rassegna ideata da Slow Food Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO – Ultimo appuntamento, mercoledଠ6 aprile alle 20,15 presso la biblioteca civica, con il cinema di Slow Film Vittorio Veneto.

Il film-documentario Il Mondo secondo Monsanto, tratto dall’omonimo libro inchiesta della giornalista Marie-Monique Robin, tratta con dovizia di particolari e testimonianze la poco nota storia della multinazionale Monsanto, l’azienda leader nella produzione degli Organismi Geneticamente Modificati.

Risultato di anni importanti ricerche, il documentario ricostruisce la genesi di un impero industriale che grazie all’appoggio dei vertici politici e amministrativi USA, è diventata la prima azienda al mondo produttrice di semi, imponendo letteralmente i propri prodotti sul mercato.

Grazie alla scoperta di documenti inediti e alle preziose testimonianze di scienziati e uomini politici, la giornalista distrugge passo-passo il finto buonismo di questo gigante della biotecnologia, che si pubblicizza come azienda convertita al verbo dello sviluppo sostenibile.

«La visione di questo documentario – spiega Sara Azzalini fiduciaria Slow Food Vittorio Veneto (in foto) – è naturale conseguenza dell’interessante confronto avuto con il prof Gianni Tamino, biologo di fama mondiale, e con Luciano De Biasi, viticoltore biologico, che ha aperto questa seconda edizione di Slow Film il 16 marzo scorso. Parlare di agricoltura transgenica, di abuso di pesticidi e degli effetti che tutto ciò comporta sulla salute pubblica, è uno dei temi che più ci stanno a cuore e che ci preme affrontare insieme alla cittadinanza».

«Credo – aggiunge – sia indispensabile offrire un punto di vista alternativo e ampiamente documentato, in un momento in cui vengono fornite poche e disordinate informazioni su questo fondamentale argomento che rischia di spazzare via in pochissimi anni ciò che la Natura ha creato in millenni di storia. Questo non significa essere contro la ricerca scientifica o il progresso, anzi. Solo crediamo ci siano dei limiti fisici e naturali ai quali l’uomo deve sottostare».


Vezzano: no agli Ogm

Conservare e tutelare le biodiversità , prendersi a cuore la salute dei consumatori, preoccuparsi della sicurezza alimentare del proprio territorio. Con queste intenzioni, lunedଠ28 Marzo, il Consiglio comunale di Vezzano sul Crostolo ha approvato con il voto unanime di tutti i gruppi e con l’astensione di un solo consigliere, una mozione contro l’utilizzo di colture Ogm al fine di perseguire come Ente il sostegno ad un’idea d’agricoltura legata alla tipicità  dei prodotti, rispettosa della sostenibilità  ambientale.

La mozione approvata impegna la giunta comunale a farsi promotrice di iniziative affinchè tutti i Comuni della provincia, anche attraverso l’Anci, adottino provvedimenti a tutela e valorizzazione della tipicità  dei prodotti agricoli locali mediante un processo che potrà  rivelarsi fondamentale per il futuro dell’agricoltura italiana e per la conservazione della biodiversità  nel nostro Paese.

Con la presa di posizione espressa nel Consiglio di lunedଠscorso, l’amministrazione comunale manifesta al Governo la richiesta di rendere esplicita la contrarietà  alla fine della moratoria sulle colture Ogm deliberata dalla Commissione Europea e invita il Parlamento a varare leggi e provvedimenti che ne impediscano o limitino l’utilizzo nel nostro Paese.

“Se dagli organi preposti non verrà  espresso un veto chiaro e definitivo all’utilizzo di colture Ogm, l’agricoltura regionale, quindi anche della nostra provincia e del nostro Comune – ha sottolineato il sindaco Bigi – rischia di veder pregiudicate le proprie coltivazioni tipiche e le produzioni agroalimentari protette cui sono collegate”.

Tra le proposte avanzate, il Consiglio comunale ha deliberato che sui cartelli indicanti i confini comunali venga posta nei prossimi mesi una targa recante la dicitura “Comune libero dagli Ogm”.


FONDAZIONE DIRITTI GENETICI, PER EFSA NUOVE ACCUSE CONFLITTO INTERESSE

Roma, 24 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) – L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di nuovo sotto accusa per conflitto di interesse, che potrebbe tradursi in scarsa trasparenza su Ogm e sicurezza alimentare. Alcuni membri dell’Agenzia, infatti, sono stati accusati di avere legami con il settore industriale e di operare infrangendo il regolamento istitutivo dell’Autorità  di Parma. Lo rende noto la Fondazione diritti genetici, organismo di ricerca e comunicazione sulle biotecnologie, presieduta da Mario Capanna.

“In una lettera inviata a John Dalli, Commissario Ue per la salute e la politica dei consumatori, e a Catherine Geslain-Lanèelle, direttrice dell’Efsa, l’organizzazione Corporate Europe Observatory (Ceo) denuncia infatti – si legge in una nota – che almeno quattro esperti del Cda dell’Agenzia avrebbero legami con organismi di lobby dell’industria alimentare”.

In particolare Matthias Horst risulta essere anche direttore generale della Federazione dell’industria alimentare tedesca BVE, mentre Milan Kovà ? è direttore dell’Ilsi (International Life Sciences Institute) che riunisce circa 400 tra le maggiori industrie agroalimentari, tra cui Nestlè, Basf, Monsanto.

“Lo scorso ottobre – ricorda in proposito Mario Capanna – fummo tra coloro che denunciarono il palese conflitto di interessi di Diana Banati, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Efsa e contemporaneamente membro del Cda dell’Ilsi, che riunisce le più grandi aziende dell’agroalimentare, tra cui le maggiori multinazionali produttrici di Ogm, incarico da cui Banati fu costretta a dimettersi”.

“Evidentemente il suo caso non ha insegnato nulla – continua Capanna – e ora auspichiamo che il commissario Dalli prenda gli opportuni provvedimenti, poichè l’Efsa è un’agenzia pubblica incaricata di formulare pareri scientifici indipendenti in base ai quali le autorità  competenti decidono a livello normativo e politico sul tema della sicurezza alimentare, ed è inammissibile che alcuni dei suoi membri continuino a ricoprire incarichi all’interno di aziende private fra cui le multinazionali produttrici di Ogm”.

“Ancora una volta viene evidenziata – conclude Capanna – la mancanza di indipendenza dell’Efsa, fatto che compromette il suo agire nell’interesse pubblico e a tutela dei consumatori”.

24/03/2011


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