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OGM: l’Alto Adige li mette definitivamente al bando

L’Alto Adige ha messo al bando qualsiasi coltura geneticamente modificata ed è ufficialmente OGM-free.

La Giunta provinciale di Bolzano ha infatti approvato una  legge che vieta l’uso di sementi OGM in Alto Adige, mettendo quindi del tutto al bando tutti gli OGM. La norma è stata portata avanti con tenacia dall’assessorato all’agricoltura nella figura di Hans Berger che ha dovuto anche scontrarsi contro la volontà  dell’Unione Europea di non mettere al bando gli OGM.

Il presidente di AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) , Marco Ferrante si dichiara ovviamente molto soddisfatto della decisione AltoAtesina sugli OGM  e rilancia con una proposta molto interessante:

  • lanciamo la proposta di creare un bio-distretto alpe-adriatico caratterizzato per l’esclusione degli OGM cui la Provincia Autonoma dell’Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia potrebbero aderire di diritto a seguito delle leggi antitransgeniche adottate“.

Riuscirà  Ferrante nel suo intento? noi seguiremo l’evolversi della proposta e vi terremo sempre aggiornati.


Ogm: Pe, per vietare le colture in Ue bastano motivi ambientali

Gli Stati membri che vogliono limitare o vietare la coltura di organismi geneticamente modificati (Ogm), “dovrebbero poter invocare dei motivi ambientali”: dalla resistenza ai pesticidi alla disseminazione nell’ambiente alla tutela della biodiversita’. E’ quanto hanno sostenuto oggi a Bruxelles i deputati della commissione ambiente del Parlamento europeo in quanto ritengono che le ragioni ambientali “potrebbero rafforzare la protezione giuridica dei Paesi che vogliono vietare prodotti transgenici, contro eventuali contestazioni all’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto)”. Ma anche, aggiungono, queste misure permetterebbero di completare “il ruolo dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare nella valutazione delle ripercussioni degli Ogm sulla salute e l’ambiente”.
La maggioranza degli europarlamentari nella commissione ambiente ha quindi giocato, oggi a Bruxelles, la carta del compromesso sulle motivazioni che possono invocare gli Stati membri per vietare di introdurre la coltura di Ogm sul loro territorio. Infatti, se una parte degli eurodeputati avrebbe preferito respingere in blocco la proposta dell’Esecutivo Ue, la maggioranza invece ha preferito seguire la relatrice, la liberaldemocratica francese Corinne Lepage, votando in favore dell’inserimento delle motivazione ambientali nella proposta della Commissione europea. Per Lepage, con questo voto gli eurodeputati hanno inviato una segnale chiaro al Consiglio e all’Esecutivo Ue: ossia, “Bisogna mantenere il sistema di autorizzazione comunitario degli Ogm, riconoscendo nel contempo che certi aspetti agroambientali, come gli impatti socioeconomici legati alla contaminazione, possono essere invocati dagli Stati membri per giustificarne il divieto di coltivarli”. I deputati della commissione ambiente sono anche convinti che gli aspetti socioeconomici potrebbero costituire un motivo legittimo per vietare la coltura degli Ogm: ad esempio quando il rischio di contaminazione non puo’ essere controllato, o per proteggere altri tipi di colture. In Europa Austria, Francia, Grecia, Ungheria, Germania e Lussemburgo applicano una ‘clausola di salvaguardia’ per vietare la coltura di alcuni Ogm allo scopo di proteggere la salute e l’ambiente sul proprio territorio. (ANSA).


India, epidemia di suicidi tra agricoltori A rovinarli sono gli Ogm e i debiti

Negli ultimi dieci anni sono stati duecentomila a togliersi la vita. Tra le cause anche i cambiamenti climatici e la siccità  che alterano l’andamento dei raccolti. Sono oltre 600 milioni i poveri, anche se ci sono più miliardari che in Gran Bretagna. Oxfam è tra le ong che operano in questo ambito

di EMANUELA STELLA

ROMA – Sono duecentomila gli agricoltori che si sono suicidati in India negli ultimi dieci anni: colpa del cambiamento climatico, che nel subcontinente conosce una sorta di drammatica “prova generale”, di una siccità  durata dieci anni, ma anche della diffusione a tappeto degli ogm. La cifra, che lascia sgomenti, è una estrapolazione dei dati ufficiali, ma secondo il giornalista Palagummi Sainath, che si occupa da anni di temi della povertà ,  il fenomeno ha assunto le dimensioni di una vera epidemia, e il numero degli agricoltori che decidono di concludere tragicamente la propria vita (spesso ingerendo pesticidi, una fine orribile) è molto superiore: talvolta ad uccidersi sono diversi membri della stessa famiglia.

Gli strozzini e i 600 milioni di poveri.
“L’India rurale si dibatte nella morsa della miseria – ha detto all’”Independent” – Un tempo i contadini riuscivano a mandare i figli all’università , oggi non possono nemmeno far loro frequentare la scuola. E anche se qui ci sono più miliardari che in Gran Bretagna, abbiamo 600 milioni di poveri”. L’indebitamento con gli strozzini e la perdita del raccolto sono le motivazioni più frequentemente addotte dalle famiglie dei suicidi; ma le cause dell’impoverimento sono molteplici. Circa la metà  dei casi si sono registrati nei cinque stati della fascia cotoniera dell’India centrale (Maharashtra, Karnataka, Andhra Pradesh, Madhya Pradesh e Chhattisgarh), dove il prezzo della produzione, in termini

reali, è un dodicesimo di quello che era 30 anni fa.  La maglia nera dei suicidi spetta al Maharashtra, lo stato di Mumbai, capitale economica dell’India e simbolo del riscatto del paese.

Vandana Shiva.
Secondo la scienziata ambientalista Vandana Shiva il fenomeno ha avuto inizio nel 1997, quando il governo indiano ha eliminato i sussidi alla coltivazione del cotone, e contemporaneamente sono state introdotte su larga scala semenze geneticamente modificate. La Shiva punta il dito contro la Monsanto, il colosso dell’agricoltura biotecnologia, che ha reso i produttori dipendenti da pesticidi e fertilizzanti chimici. Anche Carlo d’Inghilterra ha mosso la stessa accusa e ha creato tre anni fa la fondazione benefica Bhumi Vardaan, che mira ad assistere gli agricoltori aiutandoli a ripudiare le biotecnologie. La Monsanto respinge le critiche, addebitando solo ai cambiamenti climatici i danni alle coltivazioni.

Le accuse alla Monsanto. Ma secondo gli ambientalisti il cotone bt della Monsanto, modificato con il gene del Bacillus Thuringensis per renderlo resistente ai parassiti, non ha funzionato. La pianta non resiste agli attacchi dei più comuni parassiti e richiede dosi massicce di pesticidi. La qualità  della fibra di cotone prodotta dalle piante transgeniche è scadente, e questo  fa crollare il suo valore di mercato. Lo stato di Andhra Pradesh, che da solo produce più del 62% del  cotone dell’India, ha vietato alla Monsanto di promuovere e commercializzare le sue varietà  di cotone bt e di compiere sperimentazioni in campo aperto sul proprio territorio, chiedendole di risarcire gli agricoltori: ma la multinazionale biotecnologica si è rifiutata di farlo.

Cresce la coltivazione ogm. I prodotti biotech sono diffusi soprattutto nei paesi poveri o in via di sviluppo, nei quali la coltivazione di ogm è cresciuta nel 2010 del 48%. Gli stati maggiormente disposti a investire in questo tipo di agricoltura tecnologica sono Cina, India, Brasile, Argentina, Sudafrica. In India il cotone transgenico viene coltivato su 9,4 milioni di ettari, con un continuo incremento negli ultimi 10 anni.

20 milioni di poveri in più. Secondo il Programma alimentare mondiale, altre 20 milioni di persone sono andate a ingrossare le file della povertà  in India, nello scorso decennio, e metà  dei bambini del paese sono sottopeso. Ma il punto, drammaticamente, non è solo come nutrire questi poveri, bensଠcome alimentare l’intero subcontinente, che si trova oggi privato della sua base agricola. E la questione travalica i confini dell’India: basta il timore di una scarsità  di piogge o di un cattivo raccolto a far impennare i prezzi dei generi alimentari in tutto il mondo, come è accaduto la scorsa primavera.  Senza contare che se l’economia indiana cresce al  ritmo del 9 per cento, l’inflazione innescata dai prezzi dei generi alimentari viaggia tra il 16 e il 18 per cento.

Suicidi stagionali. Nelle regioni della fascia cotoniera si vedono interi villaggi fantasma, abbandonati dalla popolazione che migra verso i centri urbani alla ricerca di lavoro e di cibo: e tra questo esercito di miserabili ha facile presa la dipendenza da alcool e da eroina, un fenomeno drammaticamente in aumento. Significativo il fatto, scrive il giornale on line Indika 1, che i coltivatori indiani non si tolgano la vita in modo uniforme durante l’anno, ma in  periodi legati all’andamento della produzione agricola. Il primo picco è tra gennaio e febbraio, quando cercano di vendere i raccolti e si rendono conto che i prezzi di mercato sono calati, oppure che la produzione è scesa, per cui quello che guadagnano non basta a pagare i debiti (e gli interessi a tassi da usura) contratti l’anno prima.

Ci si uccide con gli antiparassitari. La seconda ondata di suicidi avviene tra aprile e maggio, nel periodo in cui servono soldi per acquistare sementi e attrezzature, e per pagare affitti; infine l’ultimo picco si concentra tra settembre e ottobre, quando le piante sono cresciute e i contadini si riforniscono di pesticidi per preservare i raccolti dalle aggressioni degli insetti, finendo poi per  togliersi la vita usando gli stessi antiparassitari come veleno. Contro questo stato di cose, in India Oxfam 2 opera di concerto con Cecoedecon, una ong che lavora nelle comunità  agricole per aiutarle a far fronte all’impatto del cambiamento climatico e alle catastrofi naturali (oltre a quelle causate dall’uomo).


OGM: Scarpa Bonazza, non convengono a mercato italiano

Verona, 8 apr. (Adnkronos) – Al mercato italiano non conviene coltivare e produrre ogm. Il presidente della commissione Agricoltura del Senato Paolo Scarpa Bonazza Buora interviene nel dibattito che si è innescato ieri tra i due ministri al Vinitaly, Saverio Romano e Giancarlo Galan, su posizioni opposte. Romano, neo ministro dell’Agricoltura, appena giunto, ha dichiarato il suo no agli ogm, l’ex ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan, dalla platea commentava che Romano sposava “fa il portavoce della Coldiretti”. Oggi Scarpa Bonazza dice sempre al Vinitaly testualmente “dire no agli ogm non è una nuova strategia è la strategia, perchè all’agricoltura italiana non convengono. Mi fa piacere che Romano lo abbia detto”.

“Noi dobbiamo capire quello che conviene all’agricoltura italiana e siccome punta su qualità  e non su quantità  al di là  del fatto se fanno bene o male. Ci sono gli scienziati che lo devono sapere. Noi possiamo dire se convengono o no gli Ogm? Io non credo proprio. Gli Ogm sono un fatto distorsivo”. Quanto alle dichiarazioni di Galan ha detto “non stiamo parlando di filosofia ma di imprese”.


OGM & BREVETTI – Usa, agricoltori contro Monsanto per il brevetto

Azione legale di produttori e aziende contro il gigante biotech: oltre all’inquinamento da Ogm rischiano l’accusa di violazione di brevetto
di Nicoletta De Cillis

04 aprile 2011 – Negli Stati Uniti associazioni di agricoltori biologici, aziende sementiere e gruppi della società  civile hanno indetto un’azione legale preventiva contro Monsanto per impedire che la multinazionale li accusi di violazione di brevetto.
I querelanti si sono mobilitati attraverso il PUBPAT (Public Patent Foundation), un’organizzazione che rappresenta gli interessi pubblici nel sistema brevetto, per tutelarsi da eventuali azioni legali da parte della multinazionale nel caso di contaminazione da OGM dei propri campi.
Il fascicolo “Organic Seed Growers & Trade Association, et al. v. Monsanto”, depositato presso il tribunale distrettuale federale di Manhattan e assegnato al giudice Naomi Buchwald, rappresenta oltre 270.000 agricoltori che si sono mobilitati a causa delle progressive autorizzazioni alla coltivazione di sementi transgeniche e del relativo rischio di inquinamento delle filiere, fatti che rendono molto difficile la tutela delle produzioni biologiche.
Nel procedimento il PUBPAT ha chiesto al giudice che, nel caso un produttore biologico venga contaminato da OGM, non deve essere accusato di violazione di brevetto, in base alla motivazione che i brevetti Monsanto sui semi geneticamente modificati non sono validi, in quanto non soddisfano il requisito di “utilità ” della legge sui brevetti.
Nel suo discorso di presentazione del caso, l’avvocato Ravicher del PUBPAT ha inoltre affermato che ci sono le prove per dimostrare che le sementi transgeniche hanno effetti sanitari ed economici negativi mentre sono falsi i benefici promessi, quali l’aumento della produzione e un minor uso degli erbicidi. La coesistenza tra colture transgeniche e convenzionali è, per i querelanti, impraticabile, mentre è un dato accertato che la diffusione degli OGM impatta fortemente le altre coltivazioni, in particolare quelle biologiche, decretandone di fatto l’estinzione.

Per saperne di più:
ORGANIC FARMERS AND SEED SELLERS SUE MONSANTO TO PROTECT THEMSELVES FROM PATENTS ON GENETICALLY MODIFIED SEED


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