Gli Ogm fuori controllo negli Usa
Un cereale geneticamente modificato si è diffuso al di fuori dei campi coltivati e sta prosperando spontaneamente per la prima volta negli Stati Uniti. Si tratta della canola (una varietà di colza) transgenica che sta crescendo liberamente nel Nord Dakota: l’allarme è stato lanciato dai ricercatori alla conferenza dell’Ecological Society of America a Pittsburgh in Pennsylvania ai primi di agosto.
Gli scienziati affermano anche che questa diffusione è dovuta alla mancanza di controlli e monitoraggi adeguati sulle coltivazioni Ogm negli Stati Uniti. Gli agricoltori hanno aumentato l’utilizzo di cereali Ogm già a partire degli anni ’90. Negli ultimi anni, circa metà dei cereali transgenici di tutto il mondo è stato coltivato su terreno americano. Il Brasile, secondo della lista, copre il 16%. Ora gli Ogm hanno superato tutti i confini dei campi coltivati e si teme che quanto constatato negli Usa stia succedendo anche in Canada, in Inghilterra e in Giappone. ” La dimensione di questa diffusione è spontanea non ha precedenti – ha detto Cynthia Sagers dell’università dell’Arkansas di Fayetteville, che ha lasciato il team di ricerca sulla canola. Sono state trovate due varietà di canola trasngenica cresciuta spontaneamente: una modificata per resistere all’erbicida della Monsanto, Roundup (glifosato), e una resistente all’erbicida Liberty, della Bayer. La cosa più grave e allarmante è che tali varietà Ogm non sono state trovate solo vicino ai campi coltivati, ma dovunque, vicino alle strade, vicino ai distributori di carburante, ai supermercati, spesso a chilometri di distanza dalle coltivazioni.
Una formidabile infestante. La colza Ogm resistente ai diserbanti è evasa dai campi
La colza Ogm resistente ai diserbanti è evasa dai campi americani. Si è diffusa spontaneamente e la si trova comunemente a bordo strada. E due diverse varietà Ogm si sono incrociate fra loro: alla faccia di chi dice che le piante geneticamente modificate non sono in grado di riprodursi ed attecchire.
Non solo contaminazione degli ecosistemi , ma anche un gran brutto problema pratico per gli agricoltori. A questa colza il diserbo chimico non fa neanche il solletico: se si insedia in un campo sono guai seri.
Varietà create e commercializzate per moltiplicare la resa e il guadagno diventano l’esatto opposto: formidabili infestanti. La storia è su Nature e negli atti del convegno dell’Ecological Society of America conclusosi ieri.
Circa il 90% della colza coltivata negli Stati Uniti è Ogm. A differenza di colture come il mais, troppo “addomesticato” per crescere e moltiplicarsi senza le cure prestate dell’uomo, la colza sa cavarsela benissimo da sola. I suoi fiori gialli si vedono anche qui in Italia negli incolti e lungo le strade.
Nei mesi scorsi, ricercatori dell’Università dell’Arkansas hanno viaggiato per 5400 chilometri sulle strade del Nord Dakota. Ogni 8 chilometri hanno prelevato un campione da una delle piante di colza presenti a bordo strada.
L’86% dei campioni è risultato Ogm: un risultato senza precedenti. Possedeva il gene inserito artificialmente dall’uomo che conferisce resistenza al diserbante a base di glifosate (detto anche glifosato). Oppure il gene, anch’esso artificialmente inserito, che dà resistenza ai diserbanti a base di glufosinate.
La Monsanto – la multinazionale biotech – sottolinea che, proprio perchè le piante Ogm sono state trovate lungo le strade, esse possono essere semplicemente nate da semi caduti accidentalmente dagli autocarri.
Tuttavia i ricercatori hanno trovato due piante possedevano entrambi i geni che conferiscono la resistenza agli erbicidi. Sono dunque frutto dell’incrocio fra una varietà resistente al glifosate e una resistente al glufosinate, e non nate da un seme caduto lଠper caso.
I ricercatori notano che la colza è in grado di ibridarsi spontaneamente con 10 varietà spontanee o naturalizzate negli Stati Uniti. E di trasmettere loro la resistenza ai diserbanti.
I contadini americani già non riescono a sbarazzarsi delle comuni erbacce che hanno sviluppato resistenza ai diserbanti e che prosperano sui campi in cui crescono varietà Ogm di soia, cotone e mais resistenti al diserbo.
Prima o poi, presumibilmente, dovranno vedersela anche con la colza infestante Ogm. Un bel risultato per la tecno-agricoltura.
Su Nature la colza Ogm è evasa dai campi
Dagli atti del convegno dell’Ecological Society of America diffusione della colza Ogm al di fuori dei campi
Ogm e la fame nel mondo: una verità .
Molto spesso coloro a favore degli OGM, supportano le proprie convinzioni con la tesi che attraverso la modificazione genetica si possa risolvere il problema della fame del mondo. Ma è davvero cosà¬? Di seguito riportiamo il parere del ministro Luca Zaia.
Non è vero che gli Ogm curano la fame nel mondo. La Fao dice che nel mondo ci sono sei miliardi di cittadini, di cui un miliardo e duecento milioni soffrono la fame. Ma il problema non è quello di arrivare al cibo, bensଠdi avere i soldi per comprarlo. Non mi risulta che se piantassimo Ogm la produzione che avremmo in più , che sarebbe circa il 10% in Italia, verrebbe regalata a chi muore di fame. Anzi si rischierebbe una sovrapproduzione in un mercato che, nella parte ricca che può comprare il grano, non riesce già in questo momento a smaltino tutto. E la parte povera del mondo continuerebbe a morire di fame. Ancora: noi siamo la nazione dei 4700 prodotti tipici, la nostra deve essere una difesa della biodiversità . E poi dire no agli Ogm vuol dire dire no alle multinazionali, e questo è un impegno che i cittadini devono prendersi. Ultimo motivo, se ancora ne servissero altri: non è vero che sono innocui. Il mondo scientifico è spaccato a metà . La Germania lo scorso anno, per fare un esempio, ha sospeso un mais perchè dava tumori nelle cavie da laboratorio.
